Il contesto territoriale

L’istituto “G.B.B. Lucarelli” è ubicato nella città di Benevento, città la cui economia, come si evince dai risultati dell’analisi S.W.O.T commissionata dal Comune di Benevento, non si basa più soltanto sull’agricoltura ma anche su un sempre più qualificato settore secondario e su quello dei servizi L’Istituto raccoglie un’utenza proveniente per il 70 – 80 % dalla Provincia sannita, oltre che da alcuni Comuni delle Province di Avellino e Caserta; nel complesso il territorio di riferimento presenta caratteri di omogeneità sia per gli aspetti economici che sociali. Un territorio duramente colpito, come rileva l’Istituto G. Tagliacarne ad ottobre 2012, dalla crisi economica, con una riduzione del PIL di circa 300 milioni tra il 2008 ed il 2010 ed un ulteriore 4 % nel solo 2011. Una occupazione che si riduce del 2,6 % nel 2011 ed una rapida crescita dei fenomeni di scoraggiamento, del lavoro irregolare, del lavoro nero: – 6 % è la riduzione delle forze di lavoro. Il settore più colpito dalla crisi è l’edilizia, che nel 2011 ha espulso l’11% degli occupati, segue l’agricoltura ( – 2,5 % di unità locali) che però nel primo semestre 2012 ha registrato un incremento di quasi il 600 % di esportazioni, tornando ai livelli del 2008. Sottodimensionati il settore commerciale e quello turistico, che presenta notevoli potenzialità di sviluppo;presenta dati in controtendenza il settore manifatturiero, in particolare nell’industria alimentare, della lavorazione di minerali non metalliferi e dei prodotti in metallo. In particolare nel 2011 l’occupazione manifatturiera cresce dell’8,6 % e l’export mette a segno un incremento del 4,1%. Addirittura brillante l’andamento dell’export nel settore delle componenti ed attrezzature per computer e apparati di telecomunicazione che, nel 2010, ha registrato un incremento del 449 % delle vendite sull’estero. L’artigianato assorbe il 13,2 % del valore aggiunto provinciale, ma all’interno di esso ben il 15 % è realizzato da servizi avanzati ad elevato know-how quali informazione e comunicazione, professionali, scientifici e tecnici, che incrementano le unità locali del 4,8 % nel 2011 e di un ulteriore 1,4 % nel primo semestre 2012. La quota di valore aggiunto è significativa e più alta sia del dato regionale che nazionale, a dimostrazione del fatto che in provincia di Benevento si sta sviluppando, anche grazie alla presenza di facoltà universitarie di notevole specializzazione, un polo di micro e piccole imprese in grado di erogare servizi avanzati, a maggior valore aggiunto e meno soggetti alla concorrenza internazionale; ragionevolmente in grado di promuovere la innovazione anche di altri settori produttivi.
Tale evoluzione è inoltre favorita da una serie di altri fattori:

o Posizione centrale rispetto ai collegamenti autostradali e ferroviari;
o Bassa incidenza della criminalità organizzata e fenomeni di microcriminalità den circoscritti che non hanno ostacolato la nascita di imprese individuali.
o Il superamento di un certo individualismo imprenditoriale che ha portato alla creazione di strutture produttive degne di rispetto che si sono ritagliate uno spazio proprio nel mercato nazionale, rimuovendo le difficoltà oggettive delle imprese Beneventane all’esportazione dovuta, almeno per il passato, alla scarsa offerta di servizi reali alle imprese, in termini di assistenza e di consulenze specifiche nei vari impianti industriali.

Dal punto di vista sociale il territorio presenta alcune criticità: età media elevata, manifestarsi di nuovi fenomeni di emigrazione giovanile ed intellettuale, difficoltà ad offrire servizi pubblici adeguati per la distribuzione di poche persone in grandi spazi. Inoltre numerosi e di piccola dimensione sono i Comuni, con il reiterarsi di spese improduttive e che vedono nella aggregazione l’unica reale possibilità di organizzazione attuale e futura. Di converso il territorio presenta un ambiente salubre, con grandi opportunità di sviluppo delle energie alternative e delle produzioni eno-gastronomiche tipiche.

 

Punti di forza

Punti di debolezza

Posizione centrale rispetto all’itinerario trasversale tirreno-adriatico e all’itinerario longitudinale appenninico

Collegamenti trasversali inadeguati e collegamenti longitudinali incompleti

Programmi nazionali di potenziamento delle infrastrutture. Presenza di una avio superficie.

Presenza di centri ad elevata specializzazione (MAESEC, ecc.)

Inadeguatezza delle condizioni di attrattività

Sede universitaria

Crescita del settore manifatturiero

Scarsa propensione all’innovazione tecnologica, assenza di sistematicità

Buoni livelli occupazionali rispetto agli indici regionali e provinciali

Elevati indici di disoccupazione rispetto al contesto nazionale

Disponibilità di aree per la realizzazione di un interporto

Necessità di inserire tale possibilità nella rete delle strutture analoghe a livello regionale e sovraregionale

Formazione dei nuclei produttivi/commerciali a vocazione territoriale

Processo di trasformazione del territorio non guidati.

Gli Enti Istituzionali locali sono seriamente impegnati nella sperimentazione di politiche e misure di sostegno e di razionalizzazione delle attività industriali che hanno l’obiettivo di irrobustire ed espandere alcune produzioni tipiche e, nel tempo stesso, di consolidare comparti industriali di più recente insediamento.
In questo contesto l’ITI Lucarelli può essere storicamente considerato come l’incubatore delle micro e piccole imprese provinciali, opera pertanto come Istituto che prepara i tecnici e gli artigiani che da sempre hanno costituito l’ossatura produttiva locale. In risposta ai bisogni formativi emergenti sia a livello locale che a livello nazionale, progetta percorsi formativi diversificati per indirizzi con profili professionali flessibili in relazione alla sviluppo tecnologico e ad un idoneo inserimento nel mondo del lavoro.
Ai percorsi di studio tradizionali, che andranno via via scomparendo, si stanno sostituendo i nuovi indirizzi tecnici che si inseriscono con maggiore specificità nel contesto produttivo locale e nazionale e che rispondono alle nuove figure professionali richieste dal mondo del lavoro.

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